Tendenze
Se ci soffermiamo a guardare la direzione dei prezzi, possiamo evitare spiacevoli inconvenienti.
1 marzo 2012, ore 12:59 - Ftse Mib - 2 Commenti
In questo post vorrei illustrare come un trader potrebbe orientarsi nel caso in cui, per lungo tempo, non si abbia una direzione precisa. I prezzi in genere si muovono a caso, ma se si lasciano correre per un po’ di tempo, notiamo che essi seguono una direzione precisa per un periodo limitato. Le rette che delimitano la tendenza (trendlines) ci dicono se i prezzi possono continuare o no a seguire una direzione. Ad es. nel 2009 la trend grigia, dopo lungo tempo, viene rotta al rialzo e da quel momento i prezzi si impennano fino a raddoppiare il loro valore. Il movimento avviene in tre onde (A-B-C). Da quel momento i prezzi non ce la fanno a correre con la stessa intensità per produrre nuovi massimi, anzi, bucando la trend rossa, invertono il trend rialzista puntando verso il basso fino a produrre l’onda (1). La reazione che si innesca va a superare la trend blu, che fino a quel momento spingeva i prezzi in basso. Il momento positivo e’ di breve durata: i prezzi bucano la trend marrone, producendo un’accelerazione che riporta le quotazioni in prossimità dei minimi del 2009. La reazione (onda (a) verde) e’ dubbia, perché la retta viola non viene superata: questo produce un arretramento che riporta i prezzi vicino ai livelli precedenti. La successiva uscita al rialzo della retta viola ci porta ai livelli attuali (onda (c) verde), ed ora ci chiediamo cosa potrà succedere nelle prossime settimane?
Le rette grigia, rossa, blu, marrone, viola, ed ora verde, identificano sei tendenze (o se preferite cicli) alternative l’una all’altra. Ora siamo al rialzo sulla verde, ma quello che abbiamo appena imparato ci suggerisce che allorquando la retta verde perderà la sua forza di sostegno, un nuovo ciclo (tendenza) ribassista prenderà il sopravvento. Come rimediare, e soprattutto anticipare tale ineludibile evento?
Beh, a questo proposito ci viene in soccorso l’ RSI, che parimente ai prezzi e’ in grado di disegnare gli stessi modelli ma con il vantaggio di anticipare la rottura delle proprie trendlines. Come vedete, la retta verde e’ lontana dai valori attuali, ma l’ RSI ce la fa vedere molto vicina, tanto che suggerisce l’idea di disegnare una retta sottile nera a protezione delle posizioni ottenute fino a questo momento. Sarà molto probabile che la rottura della verde dell’ RSI e la nera dei prezzi possa avvenire in concomitanza, consentendoci di uscire dal trade in situazione favorevole.
Dal punto di vista elliottiano saremmo in onda (4), ossia in correzione della discesa precedente (3). Ne deriverebbe il ritorno della negatività con target al disotto dei 13.000 pt. che chiameremmo onda (5). Se così sarà, oppure no, non ci vorrà molto a saperlo: fino a che la trend verde supporterà i prezzi non si potrà che salire, ma se dovesse cedere… beh, allora ricordiamoci che quando una tendenza finisce, se ne stabilisce un’altra contraria.
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ferere | mar 4, 2012 | Reply
In qualche post precedente ha detto che l’onda 4 dovrebbe arrivare oltre i 22000 punti, attestandosi vicino ai 25000 punti per poi scendere di nuovo prepotentemente con l’onda 5 testando il minimo di 13000 punti e forse c’è la possibilità che si scenda ancora più giù.Visto che l’RSI è cosi’ vicino al mercato tale teoria è ancora valida o ci sono più rischi che il mercato inizi a scendere con anticipo rispetto a quanto si diceva?
Cami | mar 6, 2012 | Reply
Devo essermi spiegato male. Un ipotetico rimbalzo fin oltre 22.000 non rientrerebbe nella casistica di un’onda 4; anzi, farebbe cambiare il conteggio.
Quello che volevo rimarcare con questo post e’ che quando si stabilisce una tendenza bisogna seguirla fino al suo esaurimento. E quando i prezzi puntano nella direzione opposta al nostro investimento, meglio tagliare, perché il movimento potrebbe durare più a lungo del previsto.